come una gatta stanca anche una mamma getta la spugna
Parole di mamma, Vita da mamma

Sono una mamma che getta la spugna!

Ci sono quei giorni in cui rinuncio. Non esiste determinazione e coraggio, non posso mettermi in gioco o accettare le sfide. Rinuncio e getto la spugna. Mi butto sul divano, se posso rotolo, e abbasso lo sguardo a un tappeto colorato con numeri e parole. Lì vedo tutta la mia rinuncia, il sentirmi disarmata e scarica, completamente senza forze.

Succede sempre il giorno dopo che trascorro 24 ore no stop con Francesco o dopo una stanchezza fisica e mentale con cui devo fare i conti anche se non vorrei. In quei momenti si annienta ogni calma e serenità. Si perde il contatto con quella realtà che ho costruito con impegno, che mi sono impegnata a non far barcollare.  E all’improvviso mi sento una mamma confusa e anche un po’ instabile, che lascia spazio a dubbi e insicurezze. Che dimentica quanto sia importante avere pazienza con un bambino di due anni, non gettare mai la spugna, non sentirsi giù di morale.

La verità è che con un bambino piccolo non hai sempre più possibilità e delle volte devi arrenderti a lui. Se è nato vivave, se dei giorni non vuole dormire nemmeno se fa uno sbadiglio al secondo, tu non puoi costringerlo. Puoi rendere l’atmosfera rilassante. Puoi spegnere la tv, parlare a voce bassa, mettere le canzoncine, fingere di dormire anche se non sei abituata a fare il riposino pomeridiano. Puoi inventarti qualsiasi magia nera ti venga in mente, ma se lui non vuole dormire, non dormirà. I suoi occhi saranno ben aperti e vigili, piangerà per il nonnulla perché anche se non riposa è comunque stanco dopo una giornata di fuoco.

Ci sono dei momenti in cui è il bambino a decidere. Puoi imporre regole, impegnarti per insegnargli a mangiare da solo da quando è molto piccolo, farlo dormire nella sua camera, educarlo al linguaggio, mostrarti sempre paziente ed evitare di far predominare i momenti di nervosismo che ogni mamma nasconde.

Francesco al parco non si stanca mai
Alcune volte è lui che prende il controllo. Fa scorrere le giornate più pesanti, le rende insopportabili, troppo piene di euforia e vitalità. Sono giornate in cui ti senti depressa e stanca, immobile a ogni emozione pacifica; hai voglia di litigare per qualsiasi cosa pur di sfogare la tua rabbia repressa. Sono giorni in cui non può salvarti il cioccolato, lo shopping compulsivo, la chiamata di un’amica, una bella sorpresa. Tu pensi solo a quanto è difficile e complicato essere madre, a quanto ogni tuo impegno e dedizione per lui delle volte siano sprecate e non funzionino.

E allora non puoi fare altro che continuare a fingere che vada tutto bene, rallentare i ritmi, mostrarti paziente con lui, avvicinarlo a te e dargli tanti baci. Sussurrargli all’orecchio di dormire o essere più bravo, di restare in silenzio abbracciato a te dimenticando anche solo per un attimo la sua voglia di vita. Non funzionerà, dopo pochi sorrisi sarà di nuovo in piedi a saltare, a chiederti di fare il puzzle con lui anche se sono le 22.30 e vorresti stramazzare sul letto anche a luce accesa.

Non funzionerà ma domani è un altro giorno e forse (dico forse) lui sarà meno vivace del solito.

Previous Post Next Post

You Might Also Like

2 Comments

  • Reply samanta giambarresi 19 settembre 2017 at 13:04

    Capita spesso… soprattutto se non puoi contare sull’aiuto di nonne e zie. E alle volte ti arrabbi, urli, dai un calcio al cesto della spazzatura come ho fatto io l’altro giorno. Poi tutto passa! Ci illudiamo che crescendo saranno più autonomi, ma avranno sempre bisogno della mamma per giocare, raccontare, esplorare. Siamo le mamme! Diciamo che non ce la facciamo ma poi il coraggio arriva!
    Un abbraccio!

    • Reply Eleonora Usai 4 ottobre 2017 at 10:52

      Quanto è vero! Credo che alla fine anche con aiuti e gesti di solidarietà per noi mamme, loro avranno sempre bisogno di noi.
      Tanti baci dolce Sami.

    Leave a Reply