Non sono una mamma di maschi
Parole di mamma, Vita da mamma

Non sono una mamma di maschi: ecco perché

Fra poco  arriva il mio secondo figlio, anche lui maschietto, ma non mi sento una mamma di maschi. Sono una mamma che desiderava tanto una femminuccia e non se ne vergogna di ammetterlo. Che ancora oggi entra nei negozi e guarda vestiti per bambine ma senza amare il celeste e il rosa. Ho sempre preferito i colori, tutti i colori, soprattutto quelli che non si usano di solito per i bimbi.

Un po’ fuori dalle righe in tanti contesti, amo i miei figli a prescindere dal sesso, vedo i maschietti non in base a uno stereotipo ma per quello che sono dalla nascita, per il loro carattere. Francesco coccolone e bacione a ogni secondo, monello da impegnarti 12 ore no stop, furbo, creativo, osservatore e curioso. Non so come sarà il carattere del secondo bambino che arriverà a settembre ma so che a prescindere dal fatto che non sia la femminuccia che desideravo, sarà riempito di tanto amore.

Mi è servito un mese per abituarmi all’idea di avere un altro maschio e ora mi sembra la cosa più naturale del mondo. Lui che scalcia, lui che mi parla con i singhiozzi, lui che sceglie in quale posizione devo dormire. Ora lui è la cosa migliore che potessi avere e del sesso non m’importa nulla.

NO, non sono una mamma di maschi

Non mi sento una mamma di maschi come mi hanno definito perché mi sento una mamma con voglia di crescere come persona, solo questo. Voglio imparare dal  bambino che verrà a prescindere dal suo sesso e so che mi aiuterà a capire gli aspetti nuovi della vita.

Sarà una nuova esperienza, intensa come non ce ne sono state altre nella vita, impegnativa ma bellissima.

Sarà bello essere mamma di due bambini piccoli che cresceranno insieme, vicini e uniti, apprezzando i valori di una famiglia che conosce il senso di solidarietà e unione. Mi interessa questo, non più che sia maschio o femmina, che sia calmo o elettrico. Ho una voglia matta di vederlo insieme al mio Francesco mentre giocano, si abbracciano, si amano. Tutto il resto non conta.

Per questo e altri motivi non mi sentirò mai una mamma di maschi ma una donna con una voglia matta di essere famiglia, di dare ai figli quello che i miei genitori hanno dato a me con impegno, sacrifici e anche piccole delusioni.

Se in futuro arriverà in casa anche una femmina ne sarò felice, altrimenti, se sarà il terzo maschio, sarò il capitano di una squadra in cui gli uomini di famiglia capiranno bene cosa significa essere donna,  non mamma.

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